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mercoledì 12 marzo 2014

Panni stesi: storia di un'ossessione.

Panni stesi in Libia
Ognuno, si sa, ha le proprie. Ossessioni, intendo. E chi non le ha se le va a cercare, perché senza ossessioni ci sentiamo forse quasi privati di un leitmotiv, di un filo conduttore a cui attenerci, che caratterizzi le nostre preferenze, le nostre scelte.
Quando ce ne accorgiamo, e la cosa si fa consapevole, invece che troncarla lì, come magari sarebbe il caso di fare, per non finire come quegli americani mangiatori di carta igienica e gommapiuma su cui hanno fatto addirittura un programma, la prima reazione è quella di portarla fino in fondo, l'ossessione.
C'è per esempio quella mia amica che collezionava maiali... Non ho mai saputo che fine abbia fatto fare a quel suo arsenale suino.
Per farla breve la mia ossessione, o una delle, sono i panni stesi.
Non sono una cleptomane specializzata in biancheria altrui, mi limito a rubarne l'immagine.

mercoledì 5 marzo 2014

Asparagus. La vera storia di un'angiosperma monocotiledone.


Dice il saggio: nella vita l'importante è lasciare sempre aperta la porta a nuove esperienze, ché per imparare qualcosa di nuovo non è mai tardi.

Prendete me, per esempio: fino a qualche anno fa non avevo mai comprato né cucinato degli asparagi.

Poi ho scoperto che potevo imparare a farli, e l'ho fatto, in un sacco di varianti.
Però non sapevo ancora che razza di pianta fosse l'asparago, anche se sapevo declinarne il nome al singolare, né dove crescesse né come si presentasse a un ipotetico cercatore di asparagi che andasse per campi a farne scorta.
Detto tra noi non immaginavo neppure che si potesse andare a raccoglierli per campi, o se, magari, non bisognasse coltivarli nell'orto, come, per esempio, i pomodori o le melanzane.
Insomma, sono queste aberrazioni dei tempi in cui viviamo, in cui cresci accompagnando tua madre al supermercato, e alla fine ti convinci che il cibo venga da lì, dal supermercato, dove a seconda dei reparti cresce di tutto, verdura, frutta, carne, pesce, panificati...