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domenica 21 luglio 2013

Compleanno a luglio. Atto terzo.

Sopravvissuta. Anche se per un pelo. E siamo appena ai tre anni.
La vedo dura.
Non so poi perché uno debba complicarsi tanto la vita quando basterebbe fare tutto più semplice e stressarsi meno.
Naturalmente ho voluto fare la festa a Mimi, come al solito oscillando tra volontà e indecisione, bloccata dall'idea del caldo, dell'assenza di invitati, del ramadan del beduino e del chimmeloffare, ma alla fine mi son detta: basta, questo compleanno si ha da fare.

Malgrado miei errori organizzativi madornali, tutto sommato non è andata poi malissimo, se si eccettua:
  1. inspiegabile quanto imperdonabile assenza del genitore maschio dalla festa fino alle dieci di sera circa perché trovavasi in giro per l'Italia a contrattare camion e lamentava imponderabili ritardi ferroviari che gli hanno impedito il subitaneo ritorno.
  2. conseguente spiegabilissima e perdonabilissima incazzatura di genitore femmina.
  3. pessima scelta dei tempi di azione che han reso la festa una lunga agonia di adulti e bambini.
  4. pessima scelta della location.
  5. tentata fuga della festeggiata in tenuta da principessa rosa con diadema e bacchetta magica.
  6. distruzione psicofisica della mamma organizzante, nonché delle due figlie, partecipi e loro malgrado spettatrici attive delle tragicomiche vicende organizzativo-festaiole.
  7. esubero di regali.
Eccovi dunque qualche saggio e utile consiglio che, con il senno di poi, mi sento di dare a chi volesse, casomai, impelagarsi nel compito di organizzare nel cuore di un torrido luglio, la festa di compleanno per sua figlia treenne pur non avendo soldi per affittare un "bagno privato" al mare (non si intende come toilette, ma come porzione di spiaggia attrezzata) e pur non potendo vantare una grande disposizione e propensione personale per le public relations (ovvero proprio zero), né del sostegno pratico ed emotivo di un partner-padre dotato al contrario di grande disposizione e propensione per le stesse, ma inspiegabilmente assente.


Cibo fai da te. Sì. Se avete esperienza nel campo. Malgrado l'imponente mole di responsabilità e conseguente ansia da prestazione che in voi potrebbe comportare l'idea che un certo numero di persone dovrà cibarsi di ciò che avete cucinato voi e pure trovarvi un cero diletto (sempre, ahimè, nel cuore di un torrido luglio), vedrete che ne sarà valsa la pena, anche se più della metà delle pietanze preparate vi rimarrà nel frigo, perché un rapido calcolo delle proporzioni tra numero di invitati presenti e quantità del cibo non poteva che comportare queste ovvie conseguenze.
Cucinare di notte. Magari no. Ma in assenza di alternative anche sì. Ciò comporterà un aggravio delle vostre precarie condizioni emotive e di generale confusione mentale, in misura direttamente proporzionale all'ora notturna in cui avrete terminato il gravoso compito. Se non avete una neonata che si sveglia ogni mezz'ora imponendo il vostro pronto intervento di tetta, e costringendovi a lasciare in sospeso le vostre faccende gastronomiche, magari riuscirete a cavarvela prima delle 4 del mattino.


Festa in casa. Sì, se reputate di avere lo spazio sufficiente. Se no potreste chiedere come favore all'amica che abita due piani sotto al vostro, di mettervi a disposizione all'uopo il pezzo di terra che pertiene il suo appartamento, normalmente deputato al pascolo brado dei cani (due, di grandi dimensioni). Questo comporterà che voi dobbiate comunque provvedere ad un'accurata pulizia preventiva del luogo onde epurarlo dalla presenza di escrementi canini tutt'altro che eventuali.
La cosa potrebbe risultare difficoltosa qualora abbiate anche in contemporanea due bambine insonni da gestire mentre rastrellate il terreno sollevando nuvole di polvere raccattando cacche a non finire, ma lo farete, pregustando con febbrile entusiasmo il successone della fantastica piscina gonfiabile che pensate costituirà il momento clou della festa.
Terreno adatto al giuoco. Quel che non avevate previsto è che il terreno poteva non risultare troppo idoneo alla presenza di bambini molto piccoli. Addossando parte della responsabilità alle defezioni e parte al fatto che non mi sentivo pronta per riempirmi casa di mocciosi urlanti e dei genitori del nido, diremo che alla nostra festa c'era una sola invitata dell'età di Mimi, con al seguito una sorellina di un anno che non ha perso tempo per infilare mani e faccia nel terreno non molto pulito lordo. Ok, avete sbagliato: questa non è più una delle feste del vostro passato di studenti universitari (era meglio la terrazza, io te l'avevo detto! Ma in terrazzasi schianta dal caldo! Oh, allora fai come ti pare). L'unica mamma invitata difatti era piuttosto scocciata per l'inconveniente. La festa si trasferirà al più presto al piano di sopra, attrezzando in fretta e furia la terrazza di casa.
Tovaglia di Hello Kitty. Anche no. Se sapevo che era di Hello Kitty non la prendevo di certo. Ecco perché costava così tanto!
Borsa frigo per tenere in fresco le bibite. Ma non facevate prima a farla direttamente sul terrazzo di casa vostra 'sta cavolo di festa? Così le bibite le levavate direttamente dal frigo al momento e rimanevano più fresche, e soprattutto più accessibili. Ma tanto nessuno dei vostri invitati adulti avrà voglia di succo di frutta Bravo o altre bevande rigorosamente analcoliche.
Piscina gonfiabile. Andava bene pure più piccola a pensarci bene. E magari era meglio se non la riempivate fino all'orlo, che poi non si riusciva più nemmeno a svuotare tanto era il peso della massa d'acqua che le impediva pure di defluire dall'apposito tappo di scarico posto sul fondo. Ma va be', ci avete provato, non è andata.
Amici di sempre. Sì sì e sì. Se non fosse stato per loro, io starei ancora lì a piangere. A parte che se non ci fossero stati loro, la festa non sarebbe proprio stata, ché hanno fatto insieme da aiuto-organizzatori, manovalanza e da ospiti, riempiendo Mimi di doni anche un poco al di sopra delle necessità, e ciascuno secondo le proprie naturali inclinazioni, dal cavalletto dell'artista, all'aquilone da manovratore aereo, dalla cucina in miniatura al vestito da principessa, ma va bene, l'importante, e credo che anche per Mimi sia così, è che ci siano stati, anche chi è passato giusto un'oretta per salutare e poi è dovuto scappare a lavoro. Ché Mimi qui ci ha un sacco di zii e amici grandi acquisiti in eredità spirituale, e se da un lato questo fa sì che diventi destinataria di una quantità eccessiva di attenzioni e premure, è pur vero che ha sempre tre anni, e non c'è niente di male, io penso, a farle fare la principessa per un giorno, e ci sarà tempo per fare la festicciola con i compagni di classe, se mai mi dovesse smorcare la fantasia di fargliela fare (un giorno color arancio, chissà...)



 Regali. Hai un bel dire a tutti che vuoi limitare la mole dei regali, educare all'essenziale, non abituare all'eccesso, insegnare il valore dei gesti e non degli oggetti, emancipare dal materiale... i regali arriveranno.
E va be'. Fa' almeno che siano (anche) di tuo gradimento (ovvìa, chiudiamo un occhio sul vestito da principessa, che le è garbato così tanto...).
Ovvero: poco ingombranti che non ti riempiano casa (ci siamo riusciti secondo voi? Mah!), ragionevolmente sporchevoli e moderatamente futili.
Dicevo: poco ingombrantiiii!


Uff! che fatica farsi ascoltare! E poi alla fine passi per la madre bacchettona rompiballe, proprio tu che hai ordinato la bicicletta su quel sito di giocattoli all'ingrosso, coinvolgendo anche l'amica tua nel folle ordine di un mega pacco cumulativo di baloccaglia varia, però poi, temendo che non arrivasse in tempo per la data X, ti sei premurata di procurarti anche un secondo regalo di riserva.
E pensare che Mimi aveva espressamente avanzato due sole richieste: "un librino da leggere" e "l'ombrello delle principesse" (daje co'ste principesse!). Fatto. Fatto. Ci ha pensato mamma, ovviamente. Anche se lei si è dichiarata ormai stanca di scartare regali e si è concessa quell'ultima proroga giusto perché erano da parte mia. E comunque...
Una sorpresa al risveglio. Non ha prezzo!


 


Per dire: a lei bastavano pure i soli personaggi di Cenerentola e Biancaneba, giunti balzellon balzelloni da Roma impacchettati in fila indiana come i nani di ritorno dalla miniera di diamanti, per potersi ritenere pienamente soddisfatta del giorno del suo compleanno. Non si può rendere una bambina felice ancora più felice. Si rischia solo di sovraccaricarla. Ecco perché per il prossimo anno ci siamo imposte di comune accordo io e lei il limite massimo di due regali. L'ha deciso lei. E ho un anno intero per sceglierli con cura, senza sgarrare (stai a vedé).
Soffiare le candeline con un'amica. E' fondamentale ad una buona riuscita di un compleanno per il resto piuttosto disastroso. Ma in fondo: un giorno forse tutto questo dolore mi sarà utile. Mah!


martedì 25 ottobre 2011

Last but not least.

Solo per dirvi che: da noi ottobre era il mese dei compleanni.
Ce n'erano ben quattro su sette, più quello della gatta.

Ultimo in ordine di arrivo, sia sul tempo ciclico, che su quello lineare, era quello di Lermo, anche detto Il Cicci.

Cosa dire su questo mio fratello ultimo arrivato: me ne sono perso troppo, andando via di casa quando lui aveva appena 10 anni. Non mi sdebiterò mai abbastanza, e non potendo colmare questa mancanza, userò poche parole, ché mai discorso potrà mai eguagliare la grandezza del personaggio.

Ciccio infatti ha sempre avuto grandi doti:

 Una gran testa.



Un grande appetito.



Un gran sorriso.



Una grande sorella!

Tanti auguri caro Cicci!
Hai visto che bel regalo che ti ha fatto oggi la pupa (in anticipo di un giorno)?
"Tci-tccio!"
Chi non vorrebbe una nipotina che ti chiama "Ciccio"?

P.S.
Nota per i lettori gattofili: la Roba da gatti è stata posticipata per motivi di priorità affettiva. Ma arriverà.

giovedì 6 ottobre 2011

Totto.

La fregatura è che una volta che cominci ti tocca farteli tutti.
Dopo Gunchina, mamma e Ergino, ecco a  voi:

Totto.


Attenzione: questi non sono due poveri bimbetti rumeni che pescano la misera (probabilmente tossica) cena nel lurido fiume Aniene, ma siamo io e Totto intenti in amene attività, in occasione dell'esondazione di suddetto fiume nel lontano mill... millenovecento... va be', ma che importanza ha?
Al mio fratello grande Totto, filosofo e Doctor Universalis, devo alcune importanti prese di coscienza,  che senza di lui mai avrei acquisito:
  • non esiste verità assoluta ( o della relatività dei fatti).
L'ho scoperto intorno ai cinque anni, a causa di un martello caduto in un pozzo. I due litiganti si lanciano l'arnese per gioco o per stizza ed esso finisce proprio giù per la gola profonda del fondo serbatoio. Giunge il fattore: chi è? Che è stato? E il martello? Nel pozzo? Lei dice: "Il cane ha smosso il martello dal bordo del pozzo, e quello è scivolato giù". Lui sostiene che per distrazione uno di loro, appoggiandosi deve averlo spinto accidentalmente. La bambina non capisce: "Ma no, cosa dite? A me invece è sembrato che voi due ve lo steste lanciando e... flup!"
La bambina è un'anima candida e innocente, non si capacita proprio di come i due fratelli possano aver avuto una visione dei fatti tanto diversa da quella avuta da lei.
  • i sensi sono fallaci (o della relatività delle percezioni)
La scoperta deve essere stata di poco posteriore o anteriore alla prima. I due fratelli sostengono che in camera loro esista un pezzo di mobilio fatato chiamato "il panchettone magico": chiunque vi si trovi sopra, per incantamento diviene invisibile. Prova la grande: caspita! E' vero: la voce si sente ma la sorella è sparita! Sul panchettone non c'è più.
Prova il secondo: usciamo tutti. Rientriamo: funziona! Anche lui non si vede più, ma la piccola lo trova accoccolato sotto alla scrivania. "Cosa ci fai qui?" "Caspita! Il panchettone magico deve avermi teletrasportato qua sotto, e io non ricordo niente di niente!"
Prova la piccola ora, uscite! Rientrate, sono pronta!
"Dove sei, oh piccola Suster? Non ti vediamo! Sei qui?" "Sei qui?"
Felice la piccola gode come Calandrino della sua fortunata condizione di invisibilità, gioendo in cuor suo di averla finalmente fatta ai suoi due grandi fratelli, che ora, che bellezza, non possono vederla!
Portentoso!
  • la morale è soggettiva (o della relatività del sentire etico).
I tre fratelli giocano in giardino su un dondolo. Di età e pesi molto diversi, non possono bilanciarsi a vicenda che accoppiandosi alternativamente in combinazioni differenti, e anche così...
Sale la piccola da un lato. I fratelli dall'altro la tengono su, col loro peso sommato. Lei è felice di rimanere in alto, sul dondolo, e di non scendere più.
Prendono i fratelli delle grosse pietre, le trascinano alla giostra e le ammassano all'estremità vuota, mentre dall'altra parte c'è sempre la bambina sollevata a mezz'aria.
Ride lei, quando loro, finito il lavoro, si allontanano, lascinadola lì.
Tanto ora tornano e mi tirano giù. Certo, non mi lasceranno mica quassù, tutta sola. Ora tornano e mi tirano giù. Ora arrivano e levano i sassi dall'altra parte. Ti pare che mi lasciano qui? Nessuno farebbe una cosa del genere alla propria sorellina piccola... ehi? Yuhùù?
  • non è bello ciò che è bello (o della relatività del sentire estetico).
Erano soliti guardare i due fratelli piccoli in televisione un cartone animato chiamato "Ghostbusters".
Lui si fa comprare un pupazzo: un mostro di questo cartone animato, un fantastico lupo mannaro. Lei ne vuole uno pure, perché farebbe tutto quel che fa il fratello grande e non esita di fronte ai fondi di magazzino del negozio di giocattoli. E' rimasto solo un pupazzo piuttosto bruttarello: un esploratore dalla pelle viola, rispondente al nome di "Viscid". Ma a lei piace, non vede l'ora di confrontare il suo pupazzo con quello del fratello, di mostrare che anche lei ora ne ha uno.
Quale umiliazione, quale delusione! Lui la deride per quel pupazzo violaceo: "Ah ah ah! Ti sei presa Viscid!" Ancora ride , il fratello, dopo anni e anni, di quell'orrendo pupazzo della sorellina, che voleva solo emularlo. Ride, l'infame!

Come avrei fatto senza un fratello maggiore (e filosofo, per giunta)?
(Auguri!)

lunedì 15 agosto 2011

Ergino.

Agosto 1985.
Che conclusioni trarre da questa foto:
  1. avrei dovuto coltivare di più la mia predisposizione ginnica;
  2. io non metterò mai a mia figlia i calzini ad agosto, almeno non finché rimaniamo su questo parallelo terrestre;
  3. a cosa serve giocare con le bambole a quattro anni se puoi disporre di un neonato vero?
  4. non saprei spiegare meglio di così il concetto di "orgoglio fraterno";
  5. che sono passati 26 anni.
Auguri Ergino mio!

lunedì 20 giugno 2011

Foto-diario pupesco dell'undicesimo mese.

Peee perepeeé perepé perepé perepé perepeppepepééé!
Attenzione: sto per cimentarmi nella mirabolante impresa senza precedenti, di caricare in contemporanea un numero di foto mediamente ridotte, compreso tra le 25 e le 30, con oscillazioni del caso. Se questo maldestro tentativo dovesse comportare il definitivo collasso di questo blog, o l'esplosione a catena delle componenti hardware del mio povero malcapitato portatile, lasciate un fiore per me sui vostri. Grazie.
Ecco a voi... la prima, irresistibile, inimitabile foto-story delle rocambolesche imprese della pupa nel corso del suo undicesimo mese di vita! Yeaaaah!
Vi ricordo che la pupa ha compiuto 11 mesi alla mezzanotte meno due minuti di ieri notte, ufficialmente il 18 giugno. Undicesimo pupa-day, in gergo.
Siete pronti? Allacciate le cinture?
Si parte!

Le conquiste della pupa in questo mese.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...

 ... ha sperimentato una full-immersion alle 5 del mattino nella sua scatola dei giochi. La mamma era una zombie, ma da brava reporter non ha mancato di documentare.
Prima massima di vita della pupa: nella vita l'importante è seguire l'ispirazione del momento. L'occasione potrebbe non ripresentarsi.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...

 ... ama sollazzarsi con i giochi acquatici; ha scoperto le gioie nascoste di un bidet.
La pupa prende nota che se mai le vicende di sua vita futura la dovessero portare a condurre la propria esistenza in qualche paese del nord-Europa ove sia invalsa la curiosa abitudine di non possedere in casa tale fondamentale oggetto di igiene personale, ella se ne procurerà uno, costi quel che costi.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


 ... collabora suo malgrado alle bislacche iniziative della mamma, che nell'undicesimo mese di sua maternità sta vivendo un pericoloso momento di dipendenza da un certo genere di mezzi di comunicazione virtuale, i quali le mettono addosso strane e preoccupanti manie e la spingono a compiere azioni difficilmente spiegabili.
La pupa prende nota sul tema "innesto": assecondare a volte è meglio che curare.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... sperimenta il gusto della frutta di stagione.
La mamma prende nota: tacere di fronte al dottor Z., e, in caso di controffensiva, negare sempre, fino all'ultima ciliegia.
La pupa fa tesoro: insistere nelle proprie legittime pretese con tenacia e decisione a lungo andare porta alla vittoria.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... intraprende lunghe ed impegnative letture solitarie.


Primi tentativi di manipolazione psicologica materna: "Prima o poi si impietosisce e viene a leggermeli lei".

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...

... non ha ancora capito quale sia il verso giusto del ciuccio.
La pupa prende nota del fatto che: nella risoluzione di un problema pratico, un verso vale l'altro, basta che funzioni.
Ammissione di intenti della mamma: la foto è stata scelta in virtù del fatto che si vedono bene i suoi occhioni dal taglio orientale di principessa de Le mille e una notte, le lunghe ciglia nere arcuate, che lei, la mamma,  se le sogna, avercele così, e le deliziose orecchie elfiche a punta.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...

 

... ha provato l'ebbrezza del suo primo tubo.


La pupa prende nota: finché si vede mamma dall'altra parte si può sempre uscire dal tunnel.
Appunto della mamma: ai miei tempi questi giochi fighissimi non c'erano. Solo lo scivolo di lamiera rotto che ti affettava le cosce e le altalene di ferro che si arroventavano d'estate.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... sceglie da sola la musica che vuole sentire.
Annotazione della pupa: cara mamma, metti questo così almeno smetti di cantare (ho finalmente scoperto come farla stare zitta!).

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... sfida impavida le spine di Ahi-ahi.


Sfida impavida le spine di Ahi-ahi e la forza di gravità.
Teorema della pupa: se devi fare qualcosa di rischioso e potenzialmente doloroso, falla nel modo più difficile che conosci.
Corollario della mamma: pupa, poi non venire a piangere da me.


La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...

... ha scovato l'antro delle meraviglie, e mo' chi ce la leva più?
Pro memoria della pupa: ecco dove tengono la roba buona. E a me continuano a propinare quelle pappine insipide!
La pupa prende nota: se vuoi qualcosa che ti soddisfi, procuratelo da sola.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... adora rotolarsi sulla sabbia,


e trova che sia anche alquanto gratificante mangiarla,


peccato che impasti un po' troppo la bocca.
La pupa prende nota: quel che non ammazza ingrassa.


Riflessione della pupa sui grandi: ma se poi non me la fate neanche mangiare, che mi ci portate a fare?
La pupa è in vena di citazioni: non ti curar di lor, ma guarda e passa.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... ha scoperto che al mondo esistono tanti tipi di ahi-ahi. E che non sempre conviene assaggiare tutto.


Concessione della pupa: se proprio ci tieni, mamma, te lo do, ma tanto vedi che non ci si riesce a metterlo in bocca. La pupa prende nota: non dare mai a vedere che te ne disfi perché non sei riuscito ad averla vinta su di lui (la dignità nella sconfitta).

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... dimostra di provare un certo interesse per gli hobby materni,


e continua a nutrire una passione smodata per le mollette.
La pupa prende nota: la molletta è una gran bella invenzione.
La mamma si scopre: e ci voleva la foto con il vestitino!

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... passato il momento delle pecore be-be è in piena fase di ossessione per le rane cra-cra (chissà chi le avrà messo in testa certe fissazioni).
La pupa non ha niente da annotare in proposito.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... ha imparato a giocare con le costruzioni senza disseminarle per casa in preda all'ira per non essere riuscita a farle combaciare.


Lezione di vita della pupa: con la pazienza si può venire a capo di tutto.
Tra parentesi della pupa: quindi, se ho capito bene, la parte bombata va sopra...


E ogni cosa ha il suo posto.
La pupa trae le conclusioni: decisamente, è più facile rimetterli nella scatola.

La pupa nell'undicesimo mese di sua vita...


... ha fatto il suo primo bagno in mare!
La pupa prende nota: il mare non è climatizzato.


La pupa è fedele a se stessa: ogni cosa va assaggiata. E il mare non fa eccezione.


La pupa prende nota: il mare non ha un buon sapore.


Decisamente, il mare non ha un buon sapore.
(Ma allora, era il caso di farne così tanto?)

mercoledì 18 maggio 2011

Pasta e ceci

Dieci.
Dieci dita delle mie mani,
Dieci nel libro i piccoli indiani,
Dieci si dice le leggi di Dio,
Dieci è il mese in cui son nata io,
Dieci giornate resistette Brescia,
Dieci chilometri da Lucca a Pescia,
Dieci la maglia di Platini,
Dieci anni che vivo qui,
Dieci sarebbero una decina,
Dieci i mesi della mia bambina.


Essendo oggi la Suster in terrificante ritardo rispetto alle cose che si era ripromessa di fare, ed essendosi svegliata appena adesso dal suo sonnellino mattutino che il Cielo lo benedica finché dura, la protagonista di questo mio appunto, sarò succinta e  concisa come non mi avete mai conosciuto.
Cosa annotare sulla pupa di questo mese?
La pupa a 10 mesi:
  • gattoneggia felice per casa in mezzo ai gatti che bambineggiano;
  • ha iniziato a capire la dinamica del biberon: più lo sollevi e più l'acqua vien giù, ed è quindi in grado di bere quasi da sola utilizzando suddetto oggetto e poche nozioni fondamentali di fisica idraulica;
  • ha fatto i suoi primi tentativi di bere dalla tazza a forma di elefante, ma per ora rimandiamo;
  • si tira in piedi aggrappandosi a sostegni di varia natura, posti alla dovuta altezza, e passa con una certa agilità dall'uno all'altro sostegno (leggo che il termine specifico è "bordeggiare");
  • ha scoperto il piacere della lettura e possiede una discreta libreria (tenterò di parlarvene meglio a tempo debito);
  • sa scivolare da sola dallo scivolo alto, se la mamma la aiuta a posizionarsi a pancia sotto, e la cosa la diverte molto;
  • ha intavolato i primi rapporti sociali con coetanei, e la cosa non sempre si è rivelata facile (vi parlerò meglio anche di questo: i giardini forniscono una gran congerie di spunti e materiale di riflessione, meritevole di un capitolo a sé stante);
  • continua ad andare in bicicletta sul seggiolino con mamma, muovendosi a ritmo di "44 gatti";
  • a proposito: conosce tante nuove canzoni oltre al vecchio trito e ritrito "Ballo del qua-qua", oramai venutole a noia, e possiede anche diversi cd musicali;
  • conosce e riproduce i versi di alcuni animali. Nello specifico: cavallo, pecora e cane;
  • ha ampliato di molto il proprio vocabolario, che ora comprende termini quali: "Ga" (gatto); "Haba" (cane); "Baba" (babbo); "mamma" (c'è bisogno che ve lo spieghi?); "gnam gnam"; "Iaè" o "Ae", "Iaie" (aereo. Da casa nostra ne vediamo passare spesso, perchè l'aeroporto di Pisa è molto vicino al centro abitato);
  • capisce il significato delle seguenti parole (oltre a quelle che pronuncia): ciao, no, biscotto, cracker, pera, Zorro, Panzumen, acqua, altalena, bimbo, cane, cavallo, libretto, piccione, ed è probabile che al momento me ne sfuggano diverse;
  • ha deciso che la ricotta le fa schifo non le aggrada, il parmigiano invece le aggrada molto, ma la prima volta che glie ne ho dato un pezzettino, dopo due minuti e mezzo ha iniziato a riempirsi di macchie rosse in faccia e sul petto, e la mamma nel panico più totale l'ha portata di corsa alla guardia medica. Ha fatto prendere il primo spavento grosso alla mamma;
  • ha fatto il suo primo incontro ravvicinato con il mare (e con la sabbia): un successone!
  • investe molto del suo tempo nell'attività di riconoscere mamma e babbo nelle varie fotografie appese alle pareti di casa, e chiama pure "baba" suo nonno, per quanto io continui a spiegarle che quel baba lì è il mio, di baba (mamma però la riconosce sorprendentemente anche alla tenera età di 8 anni. Boh!);
  • ha abbandonato finalmente la carrozzina neonatale e possiede ora un fantastico lettino da grande;
  • ha subito un notevole incremento dimensionale, saltando a piè pari la taglia 9/12 mesi e calzando ora direttamente la 12. Sospetto che questo inspiegabile salto di crescita sia dovuto al così detto fenomeno del bonsai (più il vaso è grande, più la pianta cresce), indi per cui indissolubilmente legato al cambio di giaciglio, di cui sopra;
  • sta finalmente perdendo gli ultimi residui di maledetta crosta lattea, assai meno poetica dell'astronomica via lattea;
  • è affaccendata con l'emissione degli incisivi superiori (uno però giurerei quasi che ad oggi sia ufficialmente fuori, il destro, lei però non mi permette di effettuare accertamenti in loco in questo momento).
Il dieci non è uno dei numeri notevoli nella misurazione dell'età dei bimbi da zero a un anno, non quanto il tre, il sei e il nove, almeno, però se ci penso... cavolo ci stiamo avvicinando inesorabilmente all'anno! E questo significa che rimangono ben pochi pupa day da celebrare ancora. La cosa mi mette addosso un poco di malinconia.
Auguri pupetta!

sabato 14 maggio 2011

Amichetta

Avete presente quelle amicizie che si trascinano per una vita, che quando tutto cambia intorno a voi, loro sembrano immutabili?
Avete presente quando vi rincontrate dopo due, cinque, dieci mesi e vi sembra di esservi salutate l'altro ieri?
Avete presente quando una vostra telefonata ha mantenuto lo stesso invariato tono di tragica demenzialità di quando avevate dodici anni e vi chiedete come ciò possa essere possibile?
Avete presente quando, a pensarci bene, vi accorgete di quanto tempo è passato e vi chiedete quando ciò sia successo, e perché nessuno vi abbia avvertito?

Se avete risposto "sì" ad almeno uno di questi quesiti, complimenti! Allora potete capire.

Queste siamo noi due.

Amichetta vive a Roma, io a Pisa.
Lei ha un fratello maggiore, io tre fratelli e una sorella.
Lei nella sua vita ha avuto (nell'ordine): un pesce rosso, due criceti, e un cane; io miriadi di gatti (più varie ed eventuali bestie di passaggio).
Lei è uno spirito pratico; io no.
Lei una pilota provetta; io una pippa al volante e pericolo costante.
Lei, malgrado non lo ammetta, conosce alla perfezione tutte le strade di Roma e dintorni; io mi perdo pure per andare dal droghiere (ma senza drogarmi).
Lei ha avuto tanti fidanzati; io solo uno, e ci ho fatto pure una figlia.
Lei fa innamorare gli uomini; io sono simpatica (a volte).
Lei ha fatto il liceo classico; io pure, ma lei ha cambiato scuola in primo, e io no.
Lei ha studiato biologia; io... storia dell'arte! (E ti lamenti pure perché non trovi lavoro? Ma sei scema?)
Lei è sempre in forma e dice di essere grassa; io sono sempre stata piuttosto rotonda e ora che ho perso qualche chilo mi sento una strafiga.
Lei fa un sacco di cose creative e manuali; io ho i ferri per fare la maglia ma non ho mai imparato a usarli.
Lei mi riempie sempre di regali e attenzioni; io... va be' lasciamo stare.
Lei a scuola insultava i professori; io pure, però di nascosto.
Lei giocava a calcio con i maschi; io sono sempre stata una schiappa in qualsiasi sport.
Lei è intraprendente e prende decisioni tempestive; io tentenno e non mi risolvo mai.
Lei si chiama Amichetta, e pure io.
E poi le ho insegnato a dire in arabo "L'orso è sopra l'albero" e "Mio nonno ha tante mogli", e con questo siamo pari, direi.

Noi ci siamo mollate e riprese sempre, nel corso della nostra vita.
Noi quando siamo insieme retrocediamo a uno stadio pre-puberale.
Noi siamo molto diverse, ma poi in fondo in fondo mica tanto

A dodici anni (nel cortile di casa mia):
- Amichetta, guarda: la gatta ha partorito sotto la scala nel giardino dei vicini. Puoi scavalcare, tanto ancora non ci sono venuti ad abitare. Li hai visti?
- Ecco, ci sono... Ahi! Mi ha punto un'ape!

(per il saggio di fine anno)
- Allora tutti i tenori da questo lato, i contralti di qua.
- No, noi dobbiamo stare vicine, perchè io capisco quando devo attaccare quando sento Amichetta che fa Pa-Pa-Paa-Pa-Ra-Paa.
- Se ci mette lontane sbagliamo. (Ah! L'Adagio di Albinoni! Nostro cavallo di battaglia!)

A diciannove anni:
- Amichetta, che fai, ci vieni a lavorare con me in libreria? Mi ha detto Alvaro di chiamare un'amica.
- Ok.
(Non mi perdonerò mai di averti trascinato in quel luogo di negrieri! Ricordo la pizza mangiata a turno nel seminterrato e la canzone di Alex Britti a oltranza nello stereo! Queste sono torture degne di Guantanamo! Però prima o poi dobbiamo fare una crociera su una nave tutta gialla, me lo prometti?)

A ventuno anni:
- Amichetta va be' dai, ogni tanto potresti venire a trovarmi a Pisa.
- Ok.
(dopo dieci minuti)
SMS: Arrivo domani con il diretto delle 16.

- Amichetta ma l'hai più sentita Dani?
- No, non riesco a contattarla. Ma secondo te diceva sul serio quando ci ha invitato a Carloforte quest'estate?
- Ah, be': io ho preso già i biglietti. Partiamo il 20 luglio da Civitavecchia.
- ...

A ventotto anni:
- Dobbiamo dirti una cosa.
- ... (ho visto il terrore nei tuoi occhi. Come te l'abbiamo detto? Non ricordo più)
- Aspettiamo un bambino!
- ... (tipo faccia di chi pensa: "Ma mi pigliate per il culo?")
- Amichetta? Amichetta? Amichetta?
- ...

Poi sei arrivata all'Imperial bar con l'elefante gigante di Ikea... Maledetto elefante! Non si sa mai dove infilarlo!

Ti avevo promesso che ti avrei scritto un post.
In realtà mi rendo conto che ne servirebbero molti e molti per descrivere come si deve la nostra amicizia.
Non mi ci provo neanche.
Tu stasera stai festeggiando il tuo compleanno, cinque mesi prima di me, come sempre, e, per usare le tue parole, l'addio agli "enti", il passaggio agli "enta" e il trapasso verso la vecchiaia. Uh come la fai lunga!
Vorrei riuscire a dirti qui quanto vorrei essere lì con te, nella tua pseudo-cena con pseudo-brace e l'insalata di cus-cus che sembra stucco per muri, in fondo alla strada chiusa dove un tempo giocavamo noi bambini del quartiere, e ci avevano trovato quegli scavi archeologici, e diceva mia cugina che di notte ci andavano le streghe, e ora invece ci sta un bellissimo parco per portarci la pupa.
Ma non ci sono: sono qui a scriverti, in ritardo, gli auguri (ma non è colpa mia: è questo blogger che si è bloccato per due giorni e non ho potuto scrivere niente!).

E' bello sapere che c'è qualcuno con cui non mi devo giustificare, non mi devo spiegare, non mi devo scusare, non devo pensare "Pare brutto se non vado?".
E' importante sapere che c'è qualcuno che non pretende, non si aspetta, non ti giudica, non rimane male, non si offende, non sta a guardare quanto dà e quanto riceve.
Perché in quel caso vinceresti tu.

Cacchio! Mi sto autocommuovendo da me stessa medesima! Se sapessi come si fa ti allegherei al post anche il sottofondo musicale di Amico è di Baldan Bembo! Ti immagini che figata?

Va be', comunque il succo è che, per rubare il termine a un'altra blogger, quest'anno la nostra amicizia compie ben 18 anni (diciotto!), e ciò significa che fa il suo ingresso nella maggiore età.
Cioè: farebbe prima la pupa a raggiungere l'età che avevamo noi quando ci siamo conosciute che noi tornando ipoteticamente indietro nel tempo come Benjamin Button! (Gran film: non c'è che dire. Dieci bobine di morbidezza: altro che rotoloni regina!)
Quindi: dovremmo smetterla di fare le idiote. Niente più "Giochiamo a non t'arrabbiare" e "Ci potevo rimanere secca!" e altre cose simili che solo noi capiamo e che in effetti fanno ridere solo noi (che poi magari ci siamo pure dimenticate il significato originario).
Mo' basta! E' ora di diventare adulte!

Wahahahahahahahahahahahahahahahahahaha!
Scusa: mi sono ricordata la faccia del vecchietto che dormiva al cinema quando siamo andate a vedere Il re Leone!

Auguri amichetta! Resta così.



Daisypath Friendship tickers

martedì 3 maggio 2011

Tanti auguri a te

Tanti auguri a te che hai avuto il coraggio di rifarlo per altre quattro volte...


Tanti auguri a te che non hai mai festeggiato la festa della mamma perchè sei nata ai primi di maggio, ed era comunque la tua festa.


Tanti auguri a te che ora con due nipotine sei già arrivata al livello successivo.


Tanti auguri Mamma!
(Tanti auguri a te!)