giovedì 25 settembre 2014

Giardino d'estate.


Il bello di questa casa è la luce.
Questa è la casa in cui abitiamo in affitto, da quando ormai dieci anni fa la trovai per caso, dopo un mese di ricerche e altre 32 visionate, e ci venimmo a stare, io e il beduino.
Allora non feci caso a questa cosa della luminosità, eppure avrei dovuto.
Ho abitato per un anno in un piano terra, devastato dall'umidità, assalito dalla muffa; gli armadi ne erano pieni, i vestiti messi una volta andavano di corsa lavati, mai riappesi alla gruccia, o te li ritrovavi maculati di verde e nero indelebilmente; i panni stesi poi impiegavano giorni ad asciugare. Avevamo uno stretto cortiletto su cui non batteva mai il sole, chiuso tra le mura di casa e la recinzione che ci separava dall'appartamento vicino; lì l'umido ristagnava e il bucato rimaneva perennemente bagnaticcio. In quella casa arrivava un unico raggio di sole al giorno, in inverno; filtrava da un piccolo lucernario a mezzaluna sopra l'uscio di casa, poco dopo l'ora di pranzo, e batteva preciso sullo schermo del televisore, proprio quando mi sedevo in poltrona a guardare Dowson Creek. Poi era la penombra, sempre e comunque.

Forse quando cercavo casa, all'epoca, ed ero ormai al mio quarto trasloco, senza contare la parentesi madrilegna, e il mese e mezzo da imbucata in casa del beduino, con le mie scatole di affetti e vettovagliamenti sparse un po' all over the world, forse all'epoca i miei canoni di giudizio erano un po' diversi da quelli odierni, e prevedevano innanzi tutto un buon prezzo.
Comunque mi disse culo allora, perché trovai questa casa, dove vivo tutt'ora, con le mie bimbe, due gatti, la presenza fantasma di un compagno momentaneamente assente.
E dicevo che il pregio di questa casa è la luce.

Certo, d'estate quando fa veramente caldo nel resto del mondo, qui ci si liquefà, e bisogna tenere le persiane della cucina ben chiuse almeno dalle 9 del mattino alle 6 di sera, onde evitare l'arrostimento.
Del resto abbiamo un terrazzo solarium che i più grandi lampadati della storia ci invidierebbero.
Il padrone di casa dice che se ci mettessi una tenda avvolgibile, su quel terrazzo, a spese mie ovviamente, magari diventerebbe un po' più vivibile, nella stagione calda, e come minimo potrei uscirci a piedi scalzi alle 5 del pomeriggio senza procurarmi ustioni di terzo grado alle piante dei piedi. Ma la tenda avvolgibile costa, e io non ho mai i soldi superflui da potermela permettere, e quando anche ce li avessi, c'è sempre qualcosa di più urgente a cui pensare, e comunque poi l'estate passa e arriva un altro autunno, a piovere sull'idea della tenda, e poi un inverno e una primavera, lunghissimi, durante i quali della tenda avvolgibile non avverto più necessità alcuna.
Dico al padrone di casa che potrebbe metterci invece una tettoia, su quel terrazzo, così non ci pioverebbe in inverno, e uno ci potrebbe stare più volentieri, in tutte le stagioni. Ma lui dice che non si può fare, perché deve chiedere i permessi e comunque, dice, non ha mai i soldi.
Io non insisto mai quando chiedo delle cose al padrone di casa, perché in fondo è un buon padrone di casa, e non rompe mai la palle, e nemmeno io amo romperle al prossimo, e ci troviamo bene così dopo tutto. Io quando non ho i soldi per pagare l'affitto gli mando un sms e gli dico, Gabri, questo mese ti pago un po' più in là, lui mi dice ok.
Lui quando mi chiede contributi per spese straordinarie lo fa con garbo, e quasi scusandosi, e poi quando io gli dico "Ok, ma ci sarebbe da cambiare anche la cinghia della serranda in camera mia, e riparare le tegole perché ho la muffa sul soffitto, lui dice sempre ok, anche se poi gli interventi me li fa dopo tre mesi, ma credo che sia perché è maschio, ché anche il beduino le cose che gli chiedo, se mi dice bene, le fa con scarto di almeno tre mesi.
E comunque qui c'è un sacco di luce.


C'è luce in cucina, nelle camere e nelle terrazze.
Ho una grande terrazza di ingresso, e una grande terrazza sul retro.
Quella sul retro è esposta a nord; nella stagione fredda non ci batte mai il sole, solo di pomeriggio, prima del tramonto, almeno fino ad ottobre-novembre, poi non più.
Quella terrazza non l'abbiamo mai utilizzata molto, salvo che come deposito dei nostri ingombranti inutilizzati, che non sappiamo dove mettere.
Quest'anno ho fatto un po' di pulizia e ho buttato molte cose che non usiamo mai, o rovinate dalla pioggia che ci batte e dal vento, o dall'aria, che arrugginisce le parti metalliche, o anche dal sole, che scorteccia i mobili in legno. C'erano per lo più strumenti da lavoro, seghe, martelli, roba così. E poi tonnellate di cavi, cavi elettrici e per antenne. Il beduino ne faceva incetta. Lui è per la filosofia che le cose possono sempre servire. Però poi quando davvero ti servono le cerchi tra tonnellate di altre cose al momento inutili ma potenzialmente utili, e non trovi mai ciò di cui hai bisogno al momento.
E allora arrivo io e approfittando della di lui assenza butto via tutto.
Viaggi all'isola ecologica, vicino al supermercato, non lontano da casa e butto via quattro o cinque tonnellate di cavi elettrici. Saltano fuori pure i comandi della Playstation, che mi ero fatta spedire dall'UK quando ero incinta di Mimi, convinta di avere un gran bisogno di ammazzare il tempo, e invece non ricordo di averli mai usati, anche perché la vecchia Playstation di mio fratello poi non funzionava nemmeno.

Comunque ho fatto un po' d'ordine nella terrazza sul retro, dicevo.
Ho buttato via i cavi e anche qualche utensile arrugginito. Anche una vecchia cornice scorniciata, e pezzi di legno, boh, mezzi ammuffiti e inarcati.
Alla fine ho pensato che quella terrazza può diventare il nostro giardino pensile d'estate.
Con Mimi abbiamo travasato ciclamini e astri blu e lilla. Qui li chiamano settembrini, mi ha detto la signora, al mercato, e anche delle piantine d'erica e un'altra pianta, che ha fiori che si chiudono di notte e foglie larghe e carnose, che mi dicono chiamarsi "portulatta", anche se poi ho visto chiamarsi anche "portulacca" o "portulacea".
Mimi è venuta con me al supermercato, quello dopo l'isola ecologica, e ha scelto un piccolo annaffiatoio rosa.
Mimi ogni sera si ricorda di dare l'acqua alle sue piante, ai ciclamini, e alle eriche, e ai settembrini, e anche alla portulatta, però alla portulatta ne serve poca, e lei questo lo sa.
Oh, mamma, ho dimenticato il potus, mi dice a volte, e corre a riempire di nuovo il piccolo annaffiatoio rosa.

 

Rania gioca con i personaggi di gomma di Biancaneve e di Cenerentola.
Abbiamo sistemato insieme una casetta di legno per le bambole, eredità di un'amica appassionata dolls'houser, se mai esistesse una parola simile.
Mi sono devastata le mani con la colla Millechiodi e Rania a un certo punto ne ha anche ciucciata un po' dal tubetto, ma me ne sono accorta subito.
Alla fine l'abbiamo rimessa quasi in sesto e ci sta molto bene nel nostro giardino d'estate, anche se ora è autunno.
Rania ci mette dentro i nanetti tutti in fila e Biancaneve abbracciata al principe di Cenerentola, ma non diciamoglielo.
Prende la strega in mano e dice "Bìa! Bìa! Bìa!" e allora arrivo io e prendo la stregaccia brutta con la sua mela avvelenata e la metto lontano, in cima al comò tutto scrostato dove ho riposto gli arnesi da lavoro, che siccome qualche giorno fa ci ha piovuto sopra a vento i cassetti si sono gonfiati e non si aprono più bene.




Sulla nostra terrazza d'estate in questa stagione c'è un sacco di luce, nel pomeriggio, e ci si sta da Dio.

Se riuscissimo a volte a valorizzare di più ciò che abbiamo. invece di star sempre a pensare a quel che potremmo avere e non abbiamo, sono sicura, vivremmo molto, ma molto meglio.






9 commenti:

  1. Bellissimo, come tutti i tuoi post del resto…. mi pare quasi di conoscervi di persona! un abbraccio forte! antonella - firenze

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio davvero. E grazie anche per l'abbraccio. Lo divideremo tra tutte, equamente. :)

      Elimina
  2. Che bello il tuo nuovo spazio :) stavo leggendo alcuni tuoi post e ti ho trovata diversa nel tuo modo di scrivere, molto più aperta di prima e più raggiante :D sbaglio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. no so... Se lo dici tu, sarà così! :P

      Elimina
  3. E' sempre bello leggere della luce :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero: la luce è importantissima, anche quando la si "parla". :)

      Elimina
  4. Io trovo meravigliose le orme dei piedini nella terra rovesciata, pura poesia. Hai delle bimbe stupende, e devono essere dei personaggini molto interessanti, da ascoltare.
    Brdigala

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dici bene: sono due personaggi meravigliosi! (no, ma non sono di parte, io, eh!)
      Non trovi meravigliosi anche i miei piedini? Guarda che ci rimango male...

      Elimina
  5. Appena hai detto che era esposto a nord ho pensato "bè, allora potrebbe farci un bel giardino d'estate".
    E anfatti...;)

    Noi siamo riusciti a trasformare una taverna (ma con finestre, certo vedevo passare i piedi di mia suocera in giardino ma vabbé) in un bilocale luminoso, con mobili di recupero e fuori in garage un sacco di scatoloni.
    Dopo un anno ero un tantinello satura, a dire il vero, ma avevo il bambino piccolo e non potevo stendere all'aria, solo in garage: a volte non si apprezzano le cose finché non le si perdono. E quando poi le riconquisti, ti sembra di avere in mano il mondo.
    Però in quell'anno sono stata felice nonostante tutto, con la panza, e le mie paure, ma piena dei miei sogni.

    Susibita

    RispondiElimina

Che tu sia un lettore assiduo o un passante occasionale del web, ricevere un commento mi fa sempre piacere, purché inerente e garbato.
Grazie a chi avrà la pazienza e la gentilezza di lasciarmi un segno del suo passaggio.