martedì 13 gennaio 2015

Calendar girls. Riepilogo rapido dell'anno appena trascorso.

E con uno scarto di appena 12 giorni, mi accingo a inaugurare il nuovo anno con il primo post del 2015 qui sul blog.
Oramai ci ho rinunciato alla puntualità sulle scadenze periodiche. E siccome nell'economia del mio tempo già a mala pena sto dietro ai miei propositi quotidiani, mi rassegno all'evidenza di essere una blogger appena sufficiente.
Visto però che negli ultimi due anni avevo preso l'abitudine di riassumere in immagini emblematiche i dodici mesi dell'anno appena concluso, ho voluto farlo anche stavolta.
In realtà per me è un modo facile meno complicato per rompere il ghiaccio dopo un lungo silenzio, soprattutto quando, come in questo caso, il mondo là fuori urla indignazione per le vicende storiche a cui assistiamo e pare che tutti debbano dire la loro, e che nessuno si astenga, e tu le tue cose da dire ce le avresti anche, ci hai tante di quelle cose che aspettano solo il momento per essere tirate fuori, che ti ruggiscono dentro, ma aspetti e aspetti, e c'è sempre qualcosa di più immediato e urgente, e concreto da fare, e allora il momento passa e poi non ti ricordi più nemmeno come avevi pensato di cominciare, quell'incipit che ti piaceva tanto, e col quale non avresti mancato di scrivere senza dubbio un brillante pezzo di esordio di nuovo anno. Ma...
Il mondo non si perde poi tanto, e c'è già chi parla e straparla, e chi è già riuscito ad esprimere egregiamente molti dei tuoi pensieri, e tu sei libera di postare tranquillamente le foto familiari dell'anno appena trascorso.
Se mi avete seguito fin qui siete già ad ottimo punto, ché da ora in avanti mi ripropongo di aggiungere solo lo stretto indispensabile a commento delle immagini che seguiranno.
Il nostro 2014 è stato più o meno così:

Gennaio


Dello scorso gennaio non ricordo gran che. Sarà la memoria che inizia a vacillare, ma ammetto di essere andata a sbirciare nell'archivio del blog perché mi illuminasse, e ci ho trovato parecchia positività e voglia di fare, cambiare, intraprendere. E' sempre piuttosto propulsivo, gennaio.
Di quel mese mi tengo due immagini casalinghe, perché il mese è freddo e ti scoraggia a uscire, e allora devi un po' industriarti a mettere a frutto lo stare in casa, imparando a  gestire i tempi e ad ammazzare quelli morti, a godere della compagnia reciproca limitando insofferenze e intolleranze.
E' quello che i miei gatti hanno imparato a fare da tempo, alla perfezione.

 Febbraio


Di febbraio mi tengo una giornata di cielo terso a mangiar schiacciata in cima al monte, lontano dai clamori festosi di un carnevale a cui non partecipammo, e questo ritratto di Mimi, col travestimento da clown che le fecero preparare a scuola, ottima e condivisa decisione delle maestre, quella di provvedere da sé ai costumi per la festa.
Sempre sia benedetta la scuola materna che non ha indetto feste in maschera in cui i bambini avrebbero sfoggiato, in alternativa, vestito in acrilico della principessa Disney/Jack il pirata da 49,99 € o tristissimo manufatto materno ricavato da vecchie federe stinte che avrebbe risposto alla definizione di: "Ma come, non vedi, è vestita da Rapunzel!"

 Marzo


In sordina, a marzo, abbiamo festeggiato il primo anno della piccola. Solo ora, dopo tanti mesi trascorsi, mi accorgo di quanto sia tenera e commovente quell'unica candelina accesa sulla mia torta di mele fatta in casa, e quello sguardo un po' perso di chi non riesce bene a capire cosa stia accadendo, ma si fida, e un poco asseconda, un poco aspetta di vedere dove si vada a parare. O forse sono solo io che mi commuovo ormai per qualsiasi cosa riguardi le mie figlie, segno innegabile di rincoglionimento in stadio avanzato e irreversibile.
Va be'.
A marzo smisi di scrivere per ragioni un po' esterne a me, e un po' interne. A volte si ha il bisogno di lasciare che i pensieri e le emozioni decantino un poco, prima di poterli offrire ad altri come testimonianza di un percorso fatto.
Accade quando la strada è incerta e tu non sei affatto sicura che stai andando poi nella giusta direzione. Così è andata, e ho tenuto questi giorni e queste immagini per me. Per noi. Impalpabili e volatili come questi fiori che basta un soffio per disperderli. Prima o poi li riacchiappo.

 Aprile



Ad aprile e a maggio il blog tacque. Lontani dalla casa virtuale e da quella fisica passammo un mese in quella di mia madre a Roma, a sistemar faccende, e intanto abbiamo visto, girato, e approfittato della vicinanza dei parenti. Mi tengo il doppio ritratto di Rania e me, con le borse agli occhi e i capelli crespi, ma pieno di luce e prati verdi, testimonianza di come la serenità possa essere anche faticosa.
E tengo quella della nostra gita coi cuginetti a Explora, di cui mi sarebbe piaciuto poter scrivere, ma non lo feci. Ricordo come quel giorno fu scoperta anche per me, che tentavo di star dietro a loro, tutte prese da quella loro esplorazione del mondo con tempi e passi diversi, e io che faticavo, indugiando tra le tracce dell'una e dell'altra da seguire, non osavo stabilire a priori quale dovesse essere il passo di tutte, perchè si potesse procedere insieme, fianco a fianco (sì sì, trattasi di metafora del crescere).

Maggio


Il primo maggio andammo per campagna toscana in cerca di una location per bivaccare. Sopra di noi un cielo minaccioso di nere nubi che non ci scoraggiò a proseguire. Il risultato furono una serie di romanticissimi scatti di Mimi quale eroina drammatica, indomita pulzella contro le avversità del mondo.
L'altra foto mi evoca un sentimento di allontanamento e privazione. Perché allora il beduino partì, ed io rimasi qui con le bimbe, e nel tardo pomeriggio ricordo i balli in terrazza a guardare gli aerei passare salutando il padre, nella loro immaginazione, perennemente su quell'aereo che lo aveva portato via, lontano. Straziante. Ma siamo sopravvissute senza traumi particolari.

Giugno


Giugno fu caldo e luminoso, e abbiamo goduto a fondo del fuori. Del fuori domestico e privato e del fuori urbano e pubblico, della città, del suo verde, dei suoi spazi, e dei lunghi pomeriggi di sole.
Così scelgo queste due immagini, a emblema di quel giugno. Il fuori è stata la mia risorsa per evitare di soffermarmi troppo sul mio dentro. E anche perché a casa nostra in estate si crepa di caldo.

Luglio 


Di nuovo rimaste sole dopo breve visita paterna, non abbiamo avuto troppo tempo per dolercene, Luglio è stato tutto un preparare e prepararsi, un fare e disfare, di feste, compleanni, commiati, partenze, viaggi, arrivi, e tanto, tanto mare. In mezzo a  tutto quel blu la mia Grande ha soffiato sulle sue 4 candeline, ed ecco, è diventata ancora un pochino più grande di come me la ricordassi.

Agosto


Agosto è stato per noi l'esplorazione di luoghi nuovi, in compagnia di zii nonna e cugini. Tengo la mia foto con Rania in mise da vacanziere esploratrici sull'acciottolato di Cortona, e quella del ritorno, del rientro nella normalità e delle attività insieme, sulla terrazza d'estate. Un'immagine di grande pace e serenità, quando tutto si è concluso e tu ritorni, soddisfatta, a tutto ciò che hai lasciato.

Settembre 


Settembre ci ha regalato ritorni di fiamma inattesi di caldo e di mare, nell'attesa di rientrare finalmente anche alla routine ordinaria dei giorni di scuola.
Mi tengo Mimi, in equilibrio su quegli scogli a Marina, coadiuvata dalle sue immancabili ballerine rosa... e la risata sganasciata di Rania, sommersa dai suoi peluche, in una giornata qualsiasi di gioco, che mi riempie di gioia.

Ottobre 


Ottobre, lo ammetto, è stato un po' malinconico, con le ricorrenze che si porta dietro per me, tra cui, non ultimo, il giorno del mio compleanno, sempre un po' tormentata, incerta tra la volontà di ridimensionare l'evento, e la necessità sempre viva in fondo di essere un po' celebrati, quando già la vita ti è grave e ogni giorno ti senti un po' più stanca e sola, dopo mesi che ti sforzi di farti forza, e ci sono state ricongiunzioni mancate, e cose andate storte. Ma poi loro ballavano in camera sulle note di Heidi e La principessa Sapphire, e allora... Mi tengo la foto di loro col vestito del ballo, per ricordare il bello di quei giorni, e il sacro rituale dello svuotamento della zucca di Halloween, perché mi ricorda di come a volte sentiamo l'impellente necessità di sacralizzare il nostro quotidiano inventandoci rituali non nostri, trasformando giorni qualsiasi in giorni memorabili.

Novembre 


Di novembre voglio ricordare la luce accecante, di quella giornata sul lago, e quella avvolgente di quel pomeriggio a far castagne, perché davvero avevo l'impressione di raccogliere i frutti migliori di quella stagione generosa, ancorché sempre più spoglia. Generosa di affetti, di amici, e di... restituzioni. Di una unità familiare recuperata.

Dicembre 


E così come comincia, vorrei concludere, il viaggio ciclico di questo anno ormai trascorso.
Ancora casa, di cui il gatto è emblema supremo, e ancora la famiglia, che magari non è tutto, ma è gran parte.


E poi: risate a denti larghi, e sguardi di sottecchi o persi nel chissà dove, e occhi, e orecchie e voci di bambina, nel susseguirsi di giorni che non ricordo più e non colloco più al giusto posto nella linea cronologica, ma ti si fissano dentro, nell'anima e ti spingono ad andare avanti.





Buon anno a tutti, malgrado il ritardo...

8 commenti:

  1. Siete una famiglia magnifica. Buon anno!

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  2. Bellissimo post. Come sempre ! Un abbraccio

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  3. Sei una gran donna. In questi giorni da sola con i bimbi ti ho pensata tanto e ammirata!

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  4. Grazie a tutte. MI sono un po' ammirata anche da sola, lo ammetto. Questo post è una totale autocelebrazione!

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  5. E comunque Rania davanti alla candelina che maneggia il dosatore Nurofen ha proprio qualcosa di Neorealismo.

    Susibita

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    1. Ahahah! Ottimo spirito di osservazione. Le mie riprese sono sempre molto neorealiste. Neorealismo è il mio secondo nome (in effetti mi chiamo Suster Neorealismo Sustermann, ma sono in pochi a saperlo)

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  6. Siete belliZZimi!!! :*** PS Saluta H.

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