giovedì 24 luglio 2014

Prima, dopo, durante. Ovvero: breve riassunto delle ultime vicende.

Disconnessa e vacanziera, non è la stessa cosa scrivere per archiviare sul mio pc appunti che la momento non posso condividere.
Ma ugualmente proverò.
Avrei voluto tante volte aggiornare il blog con le mie più che rocambolesche vicende.

Avrei voluto dire di come mi avventurai sotto tempesta d'acqua assieme alle bimbe a fare revisione alla cara vecchia Cayman (leggere qui per comprendere i miei timori a riguardo della possibilità che la cara vecchia Cayman passasse indenne tale revisione), e di come scoprimmo di aver smarrito in data e luogo non ben precisato il libretto di circolazione della stessa, motivo per cui ci siamo affrettati a richiederne copia in motorizzazione a pochi giorni dalla nostra partenza per lidi vacanzieri con biglietto già fatto di imbarco con vettura.

domenica 13 luglio 2014

Il kit del bravo arrangiatore di feste (compendio al post precedente).

Ecco a voi cari lettori una breve ed esaustiva rassegna di tutto ciò che vi occorre o meno per organizzare un party di sicuro successo. Seguite queste indicazioni e tutto andrà per il meglio (ripetete con me: "Tutto andrà per il meglio!")

Materiale necessario per la vostra festa di pre-compleanno con 18 giorni di anticipo:


Parco sotto casa. (Vedi voce "location") Vi faciliterà non poco il trasbordo di oggetti e cibarie. Se non ce l'avete non dovrebbe essere difficile procurarvene uno. Il contrario in ogni caso sarebbe più complicato, ovvero spostare la casa sopra il parco (sconsigliato).

mercoledì 9 luglio 2014

Come diventare una perfetta party-mama in pochi anni.

Tra le cose che impari quando diventi madre, una delle principali, se non addirittura, LA principale, è come si organizzano le feste per bambini.

Non è detto che voi dobbiate essere portati per farlo, e non è detto che vi debbano riuscire subito alla prima botta. Naturalmente c'è chi ci riesce, problemi loro, per quanto mi riguarda sto andando per tentativi specializzandomi di anno in anno, anche se poi la prima vera e propria festa di compleanno con gli amichetti è stata quella di quest'anno, evento clou, quaggiù in città, non si parlava d'altro da settimane, e abbiamo esaurito le prevendite quasi da subito.


lunedì 7 luglio 2014

Come un velier tra i flutti.

Estate. Scuola chiusa. Eventi di socialità e mondanità a livello genitoriale, quali festicciole di compleanno mi hanno portato a reiterare più volte conversazioni di circostanza sul più e sul meno, ma principalmente per sommi capi intorno alla mia attuale vita.
Si chiacchera, si staziona con un bicchiere di plastica in mano pieno o mezzo pieno di Fanta o di succo di frutta alla pesca,  privo dei fastidiosissimi pippoli di quello alla pera, ci si confronta, ci si conosce, o si fa finta di essere interessati a quello che gli altri hanno da dire o da raccontare, si evitano preferibilmente e possibilmente i resoconti di torte di nozze e sale parto cambiando strategicamente drappello di appartenenza e migrando verso drappello misto maschile (appurato che qui non si parlava di partite di calcio).

giovedì 26 giugno 2014

Incontri alieni.


Ieri pomeriggio ai giardini ho avuto un flash... (- Sicura che si scriva così? - Sì, certo. Flash, che si legge "flesc" - Non è che poi ci fai fare figuracce eh. - No, ma se insisti controllo. Ecco, vedi: "flesh" con la E significa "carne", ma io mica ci ho avuto una carne. Ho avuto un flash! - Ah, ok. Se lo dici tu sto zitta, guarda. -Ecco, brava, e fai bene.)

mercoledì 25 giugno 2014

Primo bilancio (pessimista e sfiduciato)

Malgrado gli ottimi propositi sto trascurando molto questo povero neonato e incolpevole blog.
Sto trascurando un po' troppe cose ultimamente.
I giorni si susseguono ai giorni e poi le settimane alle settimane.
Passano i pensieri e se non li acchiappi si disfano come volute inconsistenti di fumo.
Non è che non vorrei scrivere, al contrario, continuamente mi ripropongo di annotare pensieri che mi nascono così, dal susseguirsi dei giorni e dei momenti, pensieri profondissimi e quieti, pensieri stupidi e rumorosi, pensieri brevi, quasi massime di vita, pensieri che quando cominciano a dipanarsi non finiscono più e prendono vie traverse, rimbalzando di neurone in neurone, rotoloni Regina delle cellule cerebrali.

sabato 14 giugno 2014

Aggiornamento di stato.

Stato civile: è complicato.
Il social network più popolare di sempre ha sdoganato questa definizione da schiaffoni,e  io me ne approprio.
Datosi che ho nominato questo blog "Ho sposato un beduino" si dà il caso che in qualche modo alla fine una bizzarra concatenazione di cause-effetti abbian fatto di me una donna sposata, la qual cosa del resto non mi turba più di quanto non lo faccia ogni mattina svegliarmi con un paio di piedi taglia 25 piantati nelle costole e un altro paio più piccini che mi prendono a tallonate sugli zigomi.
Conservo di me una percezione ancora molto single, ma devo aver mosso a mia insaputa alcuni passi che mi han reso persona assai lontana da quello stato spensierato e gaio.

giovedì 12 giugno 2014

Incipit glorioso.

Un piccolo passo per l'uomo...
Ecco. Forse ora mi è un poco più chiaro cosa dev'esser stato per Armstrong e compagni (Neil, non Louis: vai alla pagina di wikipedia per disambiguazione) metter piede per la prima volta su quel suolo mai contaminato prima da orma di piede umano.
Nessuna traccia, nessuna direzione, nessun termine di riferimento, nessun niente di niente per poter dire: "Ecco, qui è dove..."
Qui è il nulla. Qui è l'origine. Qui è tutto ancora da fare.
Tanto è vero che dopo quella famosa passeggiata, il grande passo dell'Umanità, non mi pare che della luna se ne sia fatto poi molto.
Niente coltivazioni in serra, niente coloni pionieri, niente autostrade, niente gite di ricchi rampolli in moon-boots, niente parchi a tema.
Uno spreco totale.
Tutto inutile.

domenica 13 aprile 2014

Margherite.


Siamo state molto occupate, di recente.
Abbiamo viaggiato, molti chilometri di strada lasciandoci dietro la città nota, gli amici di scuola, le giornate di routine consolidata e rassicurante.
Siamo arrivate nella città delle origini, cose da sistemare, appuntamenti da fissare e faccende da sbrigare, nonne zii e cugini, una casa che non è la nostra, un prato appena fuori dal cancello, che dichiara primavera aperta, primavera imperiosa e ruggente.
Sono loro, le messaggere, le portavoci, profetesse di un felice annuncio.

domenica 30 marzo 2014

Cose che non saprei se avessi avuto figli maschi.

  1. I nomi delle fatine amiche di Trilli.
  2. Quanto costano i collant per bambina.
  3. Del prepotente ritorno editoriale delle storie di principesse in tutte le salse.
  4. Fare la treccia.
  5. La sterminata varietà di specie floreali che popola il mio quotidiano, o che può popolare il margine di un marciapiede cittadino.
  6. La trama de Il lago dei cigni.

mercoledì 26 marzo 2014

Conflitti interiori.

C'è una me che quando esce di casa la mattina, con una pupa a mo' di koala sul fianco e un'altra attaccata al braccio che si ferma a ogni gradino per costringerla ad ammirare i fiori bianchi del susino, c'è una me che maledice quelle dannate scale, e desidererebbe tanto abitare in una casa normale, in un condominio, magari, con atrio e tutto il resto, e ascensore, e magari anche pagare la pulizia delle scale, al limite, ma poter lasciare il passeggino nell'androne, invece che nella rimessina del sottoscala a portata di muffe e pioggia.

C'è una me che quando cammina per strada a volte sbircia nei giardini altrui, indugia sulle facciate delle villette bifamiliari, immagina vite al di là delle finestre con le serrande abbassate, protette da grate e sbarre che lasciano intuire un'urgenza di privacy legittima e motivata probabilmente dal possesso di beni sudati in anni di onesto e integerrimo lavoro ben retribuito, contributi pagati, contratti sicuri, entrate adeguiate al proprio tenore di vita.

lunedì 24 marzo 2014

La mia Primavera.

Inaspettatamente, il freddo è tornato, a tradimento, e così le nuvole, la pioggia, il vento, l'uggia e un po' di malinconia.
Primavera ufficiale, e io, ormai, la associo a te.
A te che sei arrivata assieme a lei, un anno fa, ed è già passato un anno...


E già passato un anno, e io, come al solito, mi sento un po' inebetita, un po' commossa, un po' agitata all'idea, e non so spiegarmelo proprio del tutto, questo mio stato d'animo, ma un pochino ci ero preparata, perché ricordo che già una volta è stato così.

venerdì 21 marzo 2014

Libri e malintesi. Il potenziale dell'equivoco.

Tra i libri presi in biblioteca questo mese per Mimi, ce n'è uno che a lei è piaciuto particolarmente, cosa che mi ha spinto a rinnovare il prestito per un altro mese, anche perché non ho proprio avuto il tempo di "esplorare" nuove proposte, in questi giorni.

Eccolo:


Titolo: Mr Peek e i malintesi allo zoo

Autore: Kevin Waldron

Editore: Campanila

Età di lettura: 4-5 anni

Voto: 7 1/2



giovedì 13 marzo 2014

A chi non piacciono le principezze?


Foto di gruppo.

Sì, lo so che vi ho già scassato abbastanza i cabasisi con questa storia delle principesse.
Figuratevi io che ci convivo ogni santissimo giorno.
Pensavo fosse "solo una fase", pensavo di riuscire, prima o poi, a saturarla, a sviarla, a distrarla, pensavo.
No, non è che io sia contraria alle principessa a priori, sia chiaro.
E' solo che... che due palle!

mercoledì 12 marzo 2014

Panni stesi: storia di un'ossessione.

Panni stesi in Libia
Ognuno, si sa, ha le proprie. Ossessioni, intendo. E chi non le ha se le va a cercare, perché senza ossessioni ci sentiamo forse quasi privati di un leitmotiv, di un filo conduttore a cui attenerci, che caratterizzi le nostre preferenze, le nostre scelte.
Quando ce ne accorgiamo, e la cosa si fa consapevole, invece che troncarla lì, come magari sarebbe il caso di fare, per non finire come quegli americani mangiatori di carta igienica e gommapiuma su cui hanno fatto addirittura un programma, la prima reazione è quella di portarla fino in fondo, l'ossessione.
C'è per esempio quella mia amica che collezionava maiali... Non ho mai saputo che fine abbia fatto fare a quel suo arsenale suino.
Per farla breve la mia ossessione, o una delle, sono i panni stesi.
Non sono una cleptomane specializzata in biancheria altrui, mi limito a rubarne l'immagine.

lunedì 10 marzo 2014

Domande a una commessa.


Anche Suster ogni tanto indulge alla debolezza dello shopping, questo Suster deve ammetterlo.
Anche Suster ogni tanto ha bisogno di vestirsi con indumenti che non superino la somma delle età delle sue figlie, e che immancabilmente non corrispondono più alla taglia che lei attualmente calza (perché, questo Suster deve rivelarvelo) oggi Suster è decisamente più slim di quanto non fosse 4 o 5 anni fa, oppure semplicemente sono i vestiti ad esser diventati più larghi, misteri della fibra di cotone.

A questo proposito ci sono cose che Suster non riuscirà mai a spiegarsi da sola, e per le quali ha sempre desiderato un giorno poter avere a disposizione una commessa di abbigliamento a cui spiattellare in faccia tutti i suoi amletici dubbi, e sentirsi per una volta rispondere la verità definitiva sull'argomento.
Chissà se mi sarà un giorno concesso di penetrare quei misteri occulti del customer-counselling che solo a pochi/e eletti/e è dato di conoscere.

venerdì 7 marzo 2014

Poesie di parole e immagini.

Rimango sempre incantata e stupita dal modo in cui i bambini riescano a recepire in maniera più che intuitiva, direi quasi istintuale, la poesia, e anzi a farne un loro naturale e innato codice espressivo, e per contro rimango sempre affascinata dalla capacità della poesia di comunicare loro in maniera tanto immediata e naturale, senza bisogno del tramite esplicativo di un adulto che interpreti per loro immagini e metafore, e ne disveli significati. In fondo è attraverso immagini e metafore che loro accolgono e si spiegano il mondo nel loro processo di acquisizione della realtà.

I bambini sono capaci di poesia, la creano ogni giorno e quindi niente di più naturale che la comprendano e siano capaci di penetrarne il senso senza intermediari.
La poesia è in fondo una capacità bambina, che normalmente negli adulti si affievolisce, o nel peggiore dei casi, si spegne, o si perde.

mercoledì 5 marzo 2014

Asparagus. La vera storia di un'angiosperma monocotiledone.


Dice il saggio: nella vita l'importante è lasciare sempre aperta la porta a nuove esperienze, ché per imparare qualcosa di nuovo non è mai tardi.

Prendete me, per esempio: fino a qualche anno fa non avevo mai comprato né cucinato degli asparagi.

Poi ho scoperto che potevo imparare a farli, e l'ho fatto, in un sacco di varianti.
Però non sapevo ancora che razza di pianta fosse l'asparago, anche se sapevo declinarne il nome al singolare, né dove crescesse né come si presentasse a un ipotetico cercatore di asparagi che andasse per campi a farne scorta.
Detto tra noi non immaginavo neppure che si potesse andare a raccoglierli per campi, o se, magari, non bisognasse coltivarli nell'orto, come, per esempio, i pomodori o le melanzane.
Insomma, sono queste aberrazioni dei tempi in cui viviamo, in cui cresci accompagnando tua madre al supermercato, e alla fine ti convinci che il cibo venga da lì, dal supermercato, dove a seconda dei reparti cresce di tutto, verdura, frutta, carne, pesce, panificati...

lunedì 3 marzo 2014

Pisa maremmonti*.

* (Da non confondersi con:"Pissa maremmonti":  tipica richiesta di un turista nordeuropeo intenzionato a violentare un'incolpevole pizza con l'orrido mix di vongole e funghi. N. d. R.)


Una delle cose che, l'avrò ripetuto fino alla nausea, perdonatemi, mi piace di più di questa città, è il fatto che, naturalisticamente, offra tanto, e tanta varietà. Di paesaggi, di altitudini, di colori e profumi, e tutto senza doverti spingere troppo lontano, così anche chi non è proprio abituato, come noi, a pianificare e programmare gite e passeggiate fuori porta, può permettersi il lusso dell'improvvisare.
E questo è tanto più vero quanto capitano stagioni bizzarre e imprevedibili come questo scorcio d'inverno, quando ti pronosticano tre giorni di pioggia ininterrotta, e invece ti accoglie la giornata più tersa e luminosa che mai ti saresti aspettato.

E allora non hai che da scegliere: mare, o monti?
Sono lì, li vedi dalla terrazza di casa, dietro i tetti delle case, fanno capolino ammiccanti e così nitidi da sembrarti ancor più vicini. Allora tu non hai che da prendere e andare.
Sì, va bene, dopo aver fatto mangiare la piccola, e vestito la grande, e infilato una dozzina di oggetti potenzialmente utili in borsa.
Alla fine vi muovete sempre molto più tardi di quanto vorreste, ma l'importante è che si vada.

martedì 25 febbraio 2014

Abbastanza vecchia.

Andare a prendere Mimi a scuola con la piccola nel passeggino, in una giornata di inatteso bel tempo, e, tanto per cambiare, essermi dimenticata il cellulare a casa, mi ha fatto una strana impressione.
Ritornavamo in tre, a passo di bambina, fermandoci di continuo a raccogliere fiori da cespugli e marciapiedi, stupendoci per i disegni delle nuvole e salutando la gru del cantiere, e nemmeno una foto da poter scattare col telefono da condividere con qualche ignoto di passaggio, nemmeno una sbirciata per vedere se mi fosse arrivato un messaggio da qualche amica per organizzare il pomeriggio, neppure una chiamata non risposta.

Eppure non ritengo di essere una tipa particolarmente telefonica e neppure particolarmente "social", possibile che davvero avvertissi tale senso di mancanza?
Mi è parso anche che infinitamente più concentrate sul presente e rilassate dovessero essere le giornate di una qualsiasi donna della mia età che andasse a recuperare la figlia di tre anni alla materna una trentina di anni fa, diciamo pure quando alla materna ci andavo io.
Quando tutto ciò era ben lungi dall'esistere o dall'essere anche solo immaginato in un qualche film su un futuro futuribile.
La cosa mi ha fatto sentire sufficientemente vecchia.